Cos’è il Bismetiltiometano

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Formua Chimica Bismetiltiometano
Formua Chimica Bismetiltiometano

Che cos’è il bismetiltiometano? Chi si è già documentato per bene sul mondo dei tartufi prima di arrivare sul nostro sito, se ne sarà fatto un’idea, per quanto approssimativa.

Dopotutto molte delle azienda che trattano tartufi (e sostanze chimiche che gli assomigliano, come avremo modo di vedere più avanti) lavorano nel massimo della segretezza, non rilasciano interviste e non parlano delle schifezze che inseriscono nei loro prodotti aromatizzati.

Come biasimarli: hanno da proteggere business milionari, che riforniscono i migliori (e i peggiori) ristoranti del pianeta, che non possono fermarsi davanti alle domande di appassionati di buona cucina, come noi e voi e come tanti altri ai quali viene somministrato con regolarità, spesso senza saperlo, il bismetiltiometano.

Abbiamo pensato allora noi di fare i compiti a casa e di preparare per i nostri lettori uno speciale sul bismetiltiometano, aroma di tartufo artificiale che non solo domina in lungo e largo la scena mondiale dei prodotti al tartufo, ma che da qualche tempo viene addirittura aggiunto ai tartufi buoni, per “migliorarne” il sapore.

Che cos’è il Bismetiltiometano

Il Bismetiltiometano è un componente chimico, nello specifico un composto organico solforato, che si trova anche in natura all’interno dei nostri buonissimi e costosissimi tartufi. Nella variante Bianco d’Alba è l’agente chimico che maggiormente contribuisce a creare l’inconfondibile aroma.

Tenendo anche conto del fatto che per anni, sbagliando, si è detto alle persone di individuare il buon tartufo dall’intensità dell’odore, possiamo anticipare molto facilmente quello che è successo e continua a succedere: ad una nota più forte di bismetiltiometano si finisce per credere che corrisponda un tartufo di maggiore qualità.

Le cose non stanno così, anche se la facilità di trovare il bismetiltiometano in commercio e l’assenza di leggi che vietino di applicarlo ad alimenti (tartufi compresi, anche se di qualità), hanno innescato un cortocircuito demenziale, di cui avremo modo di parlare nelle pagine che seguono.

Il bismetiltiometano che non si trova naturalmente all’interno dei tartufi viene prodotto a partire dal petrolio e la cosa ha fatto nascere dei movimenti di protesta che, altra cosa che avremo modo di vedere più avanti, si sono accanititi su una presunta cancerogenità del prodotto (cosa peraltro non vera), invece di sottolineare il problema principale dell’intera questione: oltre a mangiare oli al tartufo all’interno dei quali non vi è presente tartufo, stiamo consumando ottimi tartufi ai quali viene aggiunto, in moltissimi ristoranti, del bismetiltiometano, per aumentarne l’odore.

Come uccidere una cultura del mangiar bene

Il vero responsabile del ciclo a metà tra demenza e truffa che domina ormai il grosso dei “piatti al tartufo”, anche nei grandi ristoranti, è l’olio all’aroma di tartufo.

È un olio d’oliva, spesso di pessima qualità (e non farebbe differenza se la base fosse comunque costituita da un grande olio EVO), al quale viene aggiunto in quantità che periodicamente diventano più alte, bismetiltiometano.

Il risultato è un olio che ricorda molto per odore(è impossibile da distinguere anche dai nasi più esperti) il tartufo autentico, che manca però della complessità all’olfatto di un buon prodotto; a comporre, per fare un esempio, l’aroma tipico di un Bianco di Alba non c’è soltanto il bismetiltiometano (che ricordiamo si trova naturalmente anche nel tartufo), ma anche altri gas che, almeno per il momento, sono impossibili da riprodurre per l’uomo.

Il risultato sul medio periodo è stato che le persone, anche quelle abituate a mangiare in ristoranti sulla carta seri, hanno cominciato ad associare al tartufo l’odore esplosivo dell’olio all’aroma sintetico di tartufo, dimenticando completamente la delicatezza, la raffinatezza e la sottile complessità del prodotto autentico.

Dal pensare che fosse accettabile l’olio al tartufo sintetico a ritenerlo il sapore autentico del tartufo il passo è stato breve e oggi, in misura maggiore negli States ma comunque in percentuali preoccupanti anche in Italia, si cospargono ottimi tartufi di Alba, ma anche degli altri eccellenti neri pregiati, con gli oli sintetici, per soddisfare un cliente che non sa più riconoscere il vero gusto del tartufo.

Il risultato è tra l’imbarazzante e il truffaldino, soprattutto in un paese come il nostro che, almeno a parole, saprebbe dove, come e perché mangiare bene.

Il bismetiltiometano fa male alla salute?

No, o meglio, non meno di quanto potrebbe fare male quello che viene contenuto all’interno del tartufo naturale. Nonostante moltissimi cavatori, soprattutto quando organizzati in consorzi di tutela, stiano puntando proprio su questo aspetto, in realtà non ci sono prove scientifiche nette e chiare sulla presunta nocività del bismetiltiometano. Non è dunque per la salute che dovremmo preoccuparci di questa diffusissima abitudine.

Il bismetiltiometano è molto utilizzato anche nei prodotti industriali

Il bismetiltiometano è inoltre utilizzatissimo, come prevedibile, nei prodotti industriali a “aroma di tartufo”. Parliamo di creme, salse, intingoli, preparati per bruschette che propongono prodotti dall’odore intensissimo di tartufo, pur costando pochissimi euro.

Il trucco è proprio questo: mettere qualche pezzettino di tartufo economico (si usano in genere gli scorzoni estivi, tanto non saranno loro a dare gusto) per dare nobiltà al prodotto e poi successivamente si aggiungono quantità parecchio alte di bismetiltiometano, per dare al preparato quell’odore fortissimo di tartufo.

Come riconoscere un prodotto che ha al suo interno bismetiltiometano?

Etichetta aroma tartufo
Etichetta aroma tartufo

Non è sempre facilissimo, dato che a meno di avere un olfatto particolarmente allenato e sviluppato e dunque in grado di individuare gli odori che si nascondo dietro il bismetiltiometano, è estremamente difficile separare l’odore del tartufo sintetico da quello invece del tartufo vero.

Un test che possiamo fare è quello di sfregare la fettina di tartufo su un pezzo di patata o anche su un po’ di pasta. Se la pasta o la patata assumeranno l’odore e il sapore del tartufo, si tratterà con ogni probabilità di bismetiltiometano. In caso contrario, potremmo essere ragionevolmente sicuri di mangiare solo tartufo vero.

Occhio se comprate tartufi in vaso

La conservazione in vaso è un’altra delle demenzialità arrivate con il commercio a caro prezzo di tartufi di dubbia qualità. Il tartufo viene messo in un vasetto, immerso in un fantomatico “liquido di cottura”, all’interno del quale finisce sempre anche il nostro amico bismetiltiometano.

Il risultato è un vasetto che profuma intensamente di tartufo, che potrebbe farci credere anche di aver fatto un buon affare. Non è stato così e come tanti, invece, siamo stati gabbati dall’ennesimo commerciante senza scrupoli.

Un altro dei motivi per comprare esclusivamente tartufi freschi e trattati il meno possibile.