Coltivazione del tartufo: tutto quello che c’è da sapere

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Tartufo dei Porci
Tartufo dei Porci

Il tartufo è senza dubbio uno degli alimenti più raffinati e pregiati che possiamo trovare sulle nostre tavole.

Pochi sanno però quanto lavoro e quanta pazienza nascondono questi funghi dal sapore molto particolare.

Scopriamo insieme quindi quali sono le procedure da seguire per iniziare a coltivare il tartufo.

Informarsi

Come in ogni cosa, bisogna comminciare con l’informarsi in modo da conoscere le regole e le procedure basilari che ci porteranno a produrre i nostri primi tartufi.

Cos’è il tartufo

Con il suo odore pungente e con il suo sapore raffinato, il tartufo è un fungo ipogeo estremamente pregiato e ricercato in tutto il mondo.

Più precisamente, il tartufo è un fungo simbionte.

I funghi simbionti sono funghi che non possono vivere autonomamente, bensì hanno bisogno di altre piante (radici di piante presenti nelle foreste) per vivere.

Tempi del tartufo

Il tartufo per crescere necessita di tempi molto lunghi.

Basta notare infatti come solo dopo 6 anni circa dall’avvio di una tartufaia si iniziano a raccogliere i primi tartufi.

Tuttavia questo suo avere bisogno di molto tempo non è un fatto solamente negativo.

L’apice produttivo

Infatti dopo aver raggiunto l’apice produttivo, quest’ultimo può durare fino ad 80 anni.

Ma dopo quando si raggiunge l’apice produttivo?

L’apice produttivo viene raggiunto intorno gli 11 anni dall’inizio della tartufaia.

Un periodo breve se pargonato alla sua durata di 80 anni.

Come si sviluppano

Come detto in precedenza, i tartufi sono funghi simbionti che hanno bisogno di altre piante per sopravvivere.

Altre caratteristiche necessarie affinchè il tartufo si sviluppi alla perfezione riguardano il terreno.

Infatti i tartufi prediligono terreni privi di ristagni, ben arieggiati e molto calcarei.

La legge 752/85

Questa è una legge nazionale molto importante dedicata alla tartuficoltura.

Tratta di due tipi diversi di tartufaie: una controllata e una coltivata.

Quella controllata è una tartufaia in cui si può trovare già qualche tartufo senza piantare ulteriori piante tartufigene.

Quella coltivata, come dice il nome, è invece una tartufaia che inizialmente era priva di piante dedicate alla crescita di tartufi, e che successivamente è stata riempita con piante tarufigene.

In entrambi i casi, queste devono essere recintate in modo che estranei non possano entrare.

Il vantaggio di avere queste due tartufaie, consiste nel fatto che il proprietaio non sarà vincolato dal calendario provinciale dedicato alla raccolta di questi preziosi funghi.

Tartuficoltura

La tartuficoltura è una pratica estremamente complicata, in quanto bisogna analizzare molti dati per fare in modo che venga praticata decorosamente.

Scopriamo quali sono le caratteristiche che dovviamo tenere in conto per praticare al meglio la tartuficoltura:

  • Il clima deve essere scelto in base alla tipologia di tartufo che si vuole coltivare.Se la nostra attività è concentrata sui tartufi bianchi, dovremo trovare un luogo dal clima continentale.Se invece stiamo coltivando tartufi neri, bisogna sapere che essi prediligono un clima mediterraneo.
  • L’altitudine è uno dei tanti limiti che la natura impone al coltivatore di tartufi.Tuttavia dobbiamo notare come l’altitudine massima varia in base alla zona in cui ci si trova.Prendiamo come esemmpio il tartufo nero: mentre in Umbria cresce fino ai 1000m di altitudine, in Veneto riesce a raggiungere solamente i 600 m.Il tartufo bianco invece ha come limite medio i 600 m di altitudine, che può crescere in Emilia-Romagna e in Molise.
  • Come detto in precedenza, il terreno deve necessariamente essere calcareo e ben ventilato.Molto importante è anche il ph del terreno. L’ideale sarebbe averlo intorno all’8.

Scelta tartufo

La specie

Partiamo col dire che le specie di tartufo presenti in Italia (ovvero 7 in totale) non sono tutte coltivabili.

Le specie più facili da coltivare sono:

  • Lo Scorzone
  • Il Bianchetto
  • Il tartufo nero pregiato

Tartufo bianco no, nero si

Perchè no al tartufo bianco? La risposta potrà sembrare banale ma è molto importante conoscere la difficoltà di coltivazione del tartufo bianco.

Questo tartufo non solo richiede la presenza di piante simbionti da sfruttare per sopravvivere.

Bensì richiede anche molte altre piante intorno a lui dette comari, le quali servono a creare un microclima favorevole intorno al tartufo.

Tutto ciò ovviamente deve trovarsi ad un’altitudine precisa, in un clima perfetto e in un terreno che rispecchia alla perfezione le caratteristiche sopracitate.

Fasi preliminari

Analisi e scelta del terreno

Come scegliere e riconoscere il terreno perfetto per la specie di tartufo che andremo a coltivare?

È qui che viene in nostro aiuto l’analisi pedologica, ovvero un’analisi accurata e dettagliata di tutte le caratteristiche del terreno sui cui vogliamo lavorare.

Questa analisi non solo ci consentirà di riconoscere il tipo di terreno prelevato, ma riconoscerà anche il ph e molte alte caratteristiche utili ad identificare il terreno.

Preparazione del terreno

Ovviamente, il terreno in cui andremo a far crescere i nostri tartufi necessita di molti trattamenti che serviranno a fornire tutte le condizioni per la crescita dei tartufi.

Il primo passo consiste nell’arare con a profondità di 30 cm il campo durante l’estate.

In seguito si procederà con lo spostamento di residui di piante, erbacce e pietre troppo grandi.

Si proseguirà quindi con lo sminuzzamento del terreno.

Solo dopo queste azioni potremo procedere col delimitare il terreno e col piantare le piante necessarie.

Piantare le piante in modo corretto

Ci sono due soluzioni che ci garantiscono la corretta crescita delle piante che abbiamo piantato.

La prima consiste nel coprire il terreno e le piante con una rete, in modo da proteggerle.

La seconda invece consiste nel costruire una mini serra, la quale aumenterà anche la riserva di acqua nel suolo.

Inoltre consigliamo di piantare le vostre piante intorno al periodo di dicembre o di febbraio.

L’impianto

Recinzione

La recinzione è la parte principale del campo.

Infatti grazie alla sua istallazione potremo rimanere tranquilli e non dovremo preoccuparci di attacchi da parte di cinghiali, animali ghiotti di tartufi.

Inoltre questa recinzione impedirà anche ad estranei di entrare nel vostro campo.

Irrigazione

L’irrigazione è essenziale per fronteggiare gli eventuali cambiamenti climatici improvvisi del territorio.

L’irrigazione quindi dovrà essere programmata da un esperto, che deciderà gli intervalli e la quantità di acqua da dare alle piante, in modo da non stressarle.

I sistemi più efficaci per irrigare sono quelli che simulano il fenomeno naturale della pioggia.

Come prendersi cura della tartufaia

La cura della tartufaia è estemamente importante per garantire la corretta crescita delle piante e dei tartufi.

Le azioni più importanti di cui parlare sono:

  • Utilizzo di insetticidi. Attenzione! Bisogna unicamente utilizzare insetticidi biologici o naturali per evitare di danneggiare il microclima del terreno.
  • La potatura, da effettuare unicamente nella parte inferiore della pianta in modo da rendere più ventilato il terreno.
  • L’irrigazione, di cui abbiamo parlato nel paragrafo precedente.

Procedure da seguire

Abbiamo capito quindi che il processo di coltivazione del tartufo è estremamente delicato.

Vediamo quindi le procedure da seguire per non rendere i nostri sforzi inutili.

Attenzione alla fase iniziale

Misogna essere estremamente cauti, soprattutto nella fase iniziale della tartufaia.

Quindi consigliamo di non utilizzare macchine per la pulizia del terreno, in quanto potremo finire con l’intaccare la crescita della pianta oppure il rapporto di simbiosi tra il fungo e la pianta.

Utilizzate invece degli strumenti manuali per evitare di mandare all’aria tutti gli sforzi fatti fino ad ora.

Il “pianello”

Il cosiddetto pianello è una zona del terreno che ci permette di individuare dove sta crescendo il nostro tartufo.

Infatti non è altro che una zona priva di vegetazione che si va a creare intorno alla zona dove sta crescendo il nostro tartufo.

È molto importante curare e monitorare questa ziona con estrema minuziosità.

Ma come e perché si va a creare questa zona intorno al tartufo?

Questo fenomeno accade a causa delle sostanze tossiche per le altre piante che il tartufo secerne una volta cresciuto.

La cosa interesante è che questi pianelli possono passare dal misurare centimetri a kilometri.

Potatura

Come detto in precedenza, la potatura è una procedura che deve essere effettuata nel periodo di riposo vegetativo.

Vanno potati unicamente i rami alla base affinchè il terreno prenda aria.

Paccimatura

La paccimatura è una procedura agricola che consiste nel coprire tutto il terreno su cui stanno crescendo le piante con un telo.

Questo telo servirà quindi a:

  • preservare l’umidità del terreno;
  • proteggere il terreno dalla pioggia eccessivamente forte;
  • impedire la crescita di erbacce sul terreno.

Nel caso dei tartufi questa paccimatura è estremamente importante in caso di un clima più secco e caldo.

Tuttavia è estremamente importante rimuoverla alla fine di questi mesi torridi.

Raccolta del tartufo

La raccolta del tartufo è un momento molto atteso.

Infatti bisognerà aspettare 5 anni circa per raccogliere solo il primo tartufo.

Inoltre la produzione giungerà alla sua produzione massima solo dopo 11 anni dall’avvio della tartufaia.

Per quanto riguarda i periodi di raccolta, bisogn affidarsi ad un esperto oppure ai calendari provinciali.

Questo perché ogni zona ha caratteristiche diverse, che faranno crescere il tartufo in tempi diversi, in base al clima e all’altitudine.

Consigli

Riconoscere il terreno calcareo

Il terreno calcareo è il pilastro fondamentale per iniziare la volstra coltivazione di tartufi.

Ma come riconoscere il terreno calcareo senza ricorrere ad un analisi in laboratorio?

Basterà versare qualche goccia acido cloridrico sulla terra.

Se questa emetterà un suono simile all’apertura delle bibite gassate, avremo trovato un terreno calcareo epotremo procedere con un analisi più dettagliata in laboratorio.

Pazienza

Pazienza” è senza dubbio il termine che descrive al meglio tutto il processo di coltivazione di tartufi.

Sarà messa a dura prova, basti pensare che dovremo aspettare molti anni per ricevere la prima soddisfazione.

Ma fidatevi che da questa attesa nascerà un senso di appagamento che vi renderà fieri di voi stessi e di tutto ciò che avete creato con le vostre mani.

Diversificazione

A causa dei lunghi periodi di attesa e della precarietà che caratterizzano la coltivazione di tartufi, consigliamo di non considerare questa attività come una fonte principale di entrate.

Consideratela, almeno inizialmente, come una seconda attività oppure come un semplice hobby mosso dal vostro amore per la natura e per l’esplorazione montana.