Quanto tartufo c’è nei prodotti al tartufo?

0
184
Prodotti al tartufo
Prodotti al tartufo

Costano poco, hanno un forte odore di tartufo, magari possono anche far fare una bella figura in un cesto di Natale. Parliamo degli ormai onnipresenti prodotti al tartufo, ovvero tutto quel gruppo di alimenti che vengono venduti “al tartufo”.

Ne nascono di tutti i tipi, uno a settimana e sono diventati ormai ubiqui: risotti, formaggette, caciotte, olio d’oliva aromatizzato, burro al tartufo, uova, creme, intingoli, preparati da spalmare, preparati per risotti, riso aromatizzato, mix per pasta, maccheroni, pennette, spaghetti, vasetti e conserve.

La lista che vi abbiamo presentato sopra è lunghissima, e non è neanche vicina ad essere esaustiva: esistono centinaia di prodotti all’aroma di tartufo, all’aroma naturale di tartufo, al tartufo e altre mille diciture che potrebbero sembrare, a chi non è abituato alle finezze truffaldine del legislatore, interscambiabili, ma non lo sono.

Cosa c’è dentro i prodotti al tartufo? Che percentuale di prodotto possiamo trovarci? Che tipo di tartufi si utilizzano?

Prodotti all’aroma di tartufo

I prodotti all’aroma di tartufo sono i più truffaldini che possiamo trovare in commercio. Al loro interno, per legge, non devono infatti trovarsi tartufi in nessuna percentuale. Possiamo per intenderci prendere un olio d’oliva, magari anche scadente, aggiungervi Bismetiltiometano e venderlo come olio all’aroma di tartufo.

Del Bismetiltiometano torneremo a parlare tra pochissimo, di questi prodotti, per fortuna, smetteremo di farlo subito. Chiunque abbia a cuore le proprie papille gustative e quelle dei suoi ospiti dovrebbe rimare il più possibile lontano da questi prodotti.

Come riconoscere i prodotti al tartufo che non contengono tartufo?

I prodotti al tartufo che non contengono tartufo possiamo riconoscerli dall’etichetta:

  • non possono riportare “all’aroma naturale di tartufo”, ma soltanto “all’aroma di tartufo”
  • non indicano tra gli ingredienti quale tipo di tartufo è stato utilizzato
  • hanno tra gli ingredienti un fantomatico “aroma di tartufo”, che tipicamente indica il Bismetiltiometano, un componente chimico che si trova anche nei tartufi naturali, ma che per queste specifiche circostanze si ricava tipicamente dal petrolio.

Al contrario di quello che dicono moltissimi sedicenti esperti, questi prodotti non sono assolutamente pericolosi e non ci sono al momento prove scientifiche che si tratti di un prodotto cancerogeno (chi lo dice, almeno per il momento, parla a vanvera).

Sono però prodotti di cattivo gusto e di gusto cattivo: potete gabbare un parente al quale appioppare nel cesto di Natale una caciotta al Bismetiltiometano spacciandola per un prodotto al tartufo, ma non riuscirete mai ad ingannare voi stessi.

I prodotti all’aroma naturale di tartufo

Il discorso cambia in modo sostanziale quando invece si parla di prodotti all’aroma naturale di tartufo. In questo caso e secondo tipicamente aggiunte a livello di ingredienti oppure con procedure di carattere meccanico, il prodotto è stato effettivamente a contatto con il tartufo e dovrebbe contenerne percentuali variabili all’interno.

Per renderci conto di quanto ce n’è all’interno, nonché della tipologia di tartufo utilizzata, non si dovrà che leggere l’etichetta. Alla voce ingredienti troverete sicuramente indicata sia la percentuale presente di tartufo, sia il tipo utilizzato.

Possiamo dormire sonni tranquilli in quanto vi è presente una piccola percentuale di tartufo? Possiamo brindare al fatto di aver portato a casa un buon prodotto gastronomico? No, perché i commercianti ne sanno sempre una più del diavolo e approfittano di una legge scritta con i piedi per venderci prodotti… sofisticati in modo molto più intelligente.

Non è detto che nei prodotti all’aroma naturale di tartufo non ci siano aromi chimici

Il caso più comune di sofisticazione intelligente che ci è capitato di incrociare durante le nostre penose ricerche è il seguente:

  • nel prodotto è presente una percentuale, magari anche discreta, di tartufi scadenti, o comunque molto poco saporiti, che a quelle percentuali non potrebbero sicuramente regalare gusto e aromi apprezzabili (sì, parliamo di te, scorzone estivo, e anche di te, bianchetto marzuolo)
  • il prodotto si presenta però con un fortissimo odore, quasi un tanfo, di tartufo
  • a quel punto viene naturale controllare in modo più dettagliato l’etichetta, per scoprire che… c’è del Bismetiltiometano

Il trucco è dunque questo: aggiungere tartufi molto economici, magari comprati a pezzature minuscole e quindi a prezzi estremamente bassi e poi sofisticare il prodotto aggiungendo bismetiltiometano. Si tratterebbe comunque di un prodotto all’aroma naturale di tartufo, anche se di aroma originale di tartufo c’è ben poco.

Che cos’è il Bismetiltiometano?

Il Bismetiltiometano è uno dei componenti naturali dell’aroma del tartufo. All’interno del Tuber Magnatum, la più pregiata delle qualità di questo straordinario prodotto, è trovato in ottime quantità, in compagnia di dimetti sulfide, dimetil trsifulfide, trismetano, triotiolano e altri gas.

Può essere però prodotto anche a livello industriale e aggiunto a prodotti che di tartufo non ne contengono affatto, oppure per mettere in atto una truffa molto più articolata.

Oltre a quella del doppio aroma di cui abbiamo parlato poco sopra, c’è un’altra comunissima truffa che ha fatto tornare a casa dei poveracci inesperti con dei Bianchetti o con addirittura un tartufo dei porci, pensando di aver acquistato un Bianco Pregiato. Come hanno fatto? Il commerciante / truffatore ha preso uno dei due tartufi in questione, il primo poco pregiato e comunque molto più economico, il secondo invece addirittura velenoso a livello blando, e li ha spruzzati di Bismetiltiometano. Il risultato? Un odore forte, fortissimo, l’inconfondibile profumo del Bianco d’Alba.

Come difendersi dalle truffe a base di bismetiltiometano?

Non è facile. Bisognerebbe innanzitutto evitare tutti quei prodotti da discount e low cost che non possono in alcun modo contenere tartufo. Non ce ne vogliano gli amanti delle offerte, ma è inconcepibile pensare che dentro un risotto pronto da 2 euro ci sia del tartufo vero.

In secondo luogo, occhio agli affari. Vi hanno proposto dell’ottimo bianco d’Alba a poco più di 200 euro al chilo? Forse i polli non sono loro…