Il tartufo si può cuocere? Guida al tartufo bianco e nero in cucina

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Cucinare il tartufo

Il tartufo si può cuocere? C’è chi dice che va aggiunto solamente crudo, chi invece dice che si dovrebbe cuocere, anche se mai a lungo. In realtà hanno ragione tutti, dato che la possibilità di cuocere o meno il prodotto è legata alla specifica varietà di tartufo.

Proveremo a capirne qualcosa di più, insieme, tra qualche riga. Continuate a leggere.

Ci sono grosse differenze tra i tartufi bianchi e i tartufi neri

La differenza macroscopica è tra i tartufi bianchi pregiati e invece i tartufi neri. Nel primo caso, come avremo modo di approfondire tra poco, la cottura è sempre sconsigliata. Nel secondo caso, in via generale, si può sempre procedere con una cottura (in alcuni casi anche lunga), sempre però tenendo conto della specifica tipologia di tartufo che stiamo trattando.

IL bianco pregiato – Magnatum Pico non si deve cuocere

Il tartufo bianco pregiato Magnatum Pico, a prescindere dalla provenienza, che sia di Alba, di Acqualagna o di altra provenienza geografica non va mai cotto.

Il tartufo bianco pregiato va inserito nel piatto, pochi istanti prima di cominciare a mangiare, senza che venga riscaldato, se non leggermente dal calore del piatto stesso.

Chi ha problemi con il cibo crudo, donne che stanno affrontando una gravidanza oppure i bambini:

Il tartufo nero pregiato (Périgord, Norcia) si può cuocere

I tartufi Périgord francesi devono molta della loro popolarità al fatto che possono essere inseriti in moltissime preparazioni “cotte”, e non solo spolverati sulla pasta. Possono essere utilizzati in arrosti, piatti a media cottura. Non dovranno però mai essere soffritti e soprattutto mai accompagnati nella cottura a ingredienti (aglio, spezie molto forti) che possano coprirne il sapore.

Nel caso in cui la ricetta dovesse prevedere la compresenza di cibi dal gusto molto forte e tartufi neri, le cotture dovrebbero procedere, per quanto possibile, separatamente.

La cottura dovrebbe procedere, per quanto possibile, a temperature basse. Anche il tartufo nero pregiato, che pur sopporta la cottura meglio del tartufo bianco, deve essere trattato con estrema delicatezza.

Si può cuocere lo scorzone? Guida per l’estivo e per l’invernale

Lo scorzone, e il nome ne è un po’ garanzia, è un tartufo molto resistente, disposto a farsi trattare peggio non solo in fase di pulizia ma anche in fase di cottura.

Nel nord del nostro Paese tradizione vuole che lo scorzone si debba sempre e comunque grattare o affettare fresco sulla pietanza di destinazione.

In realtà si può cuocere, anche relativamente a lungo, per preparare salse e intingoli. Chi è alla ricerca di un prodotto dal buon rapporto qualità/prezzo, che possa entrare facilmente in ricette con cotture brevi, medie e lunghe, potrebbe guardare proprio allo scorzone come tartufo ideale.

Il tartufo nero di Bagnoli Irpino – meglio cotto che crudo

Abbiamo già difeso più volte a spada tratta il nero di Bagnoli Irpino, tartufo ingiustamente considerato la cenerentola del settore. Uno dei motivi per cui lo difendiamo a spada tratta: è eccellente da cuocere.

L’odore che per qualcuno è particolarmente fastidioso e che è tipico di questo tartufo svanisce completamente dopo una cottura media, che aiuta anche a sprigionarne i sapori più buoni.

Volete preparare una salsa grassa da cuocere e poi utilizzare come accompagnamento di carne, pasta, pesce o magari bruschette? Provate con il tartufo nero di Bagnoli Irpino. Prezzi accessibili e massima resa.

Anche il tartufo da cuocere si deve pulire per bene

Il problema della cottura interessa anche chi potrebbe avere problemi a mangiare prodotti che potrebbero essere meno sicuri sotto il profilo sanitario. La cottura può sicuramente aiutare a rendere il tartufo più sicuro, anche se bisogna ricordarsi comunque di pulirlo per bene prima di inserirlo nelle ricette.

Anche dei granelli minimi di terra possono rovinare la riuscita del nostro piatto.