Uovo al tartufo al tegamino: ricetta e consigli

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Uova al tartufo

L’uovo al tartufo cotto al tegamino è una delle ricette classiche che possiamo preparare in casa, in pochi minuti, per gustarci al meglio il tartufo che ci siamo appena portati a casa.

Non facciamoci però ingannare dall’apparente semplicità della ricetta: preparare un uovo al tartufo non è mai facile e c’è bisogno di seguire pedissequamente il percorso tracciato da chi a questo piatto ha dedicato anima, cuore e professionalità.

Come preparare l’uovo al tartufo al tegamino

L’uovo al tartufo cotto al tegamino non richiede degli enormi preparativi.

Preparazione 5 minuti
Cottura 5 minuti
Tempo totale 10 minuti
Porzioni 1 persona
Calorie 210 kcal

Ingredienti

  • 15-20 grammi tartufo
  • 2 uova
  • 1 noce burro
  • q.b. sale

Istruzioni

  1. Prendiamo un tegame e, a fiamma media, mettiamolo sul fuoco.

  2. Sciogliamo all’interno una noce di burro e, per chi lo gradisca, aggiungiamo del pepe tritato sul momento.

  3. Non appena il burro si sarà cominciato a sciogliere (e dunque prima che cominci a friggere e a scurirsi), aggiungiamo le uova. Le uova andrebbero aperte in una ciotola e poi versate nel tegame; il perché? Eviteremo, nel caso di rottura del guscio, di metterci a recuperare parti, magari minuscole, di guscio, dalla preparazione.

  4. Facciamo cuocere le uova a fiamma bassa, facendo solidificare per bene la parte bianca e avendo cura di lasciare il tuorlo ancora liquido. Quando l’uovo sarà cotto e sarà leggermente croccante (e non bruciato!) sui bordi, potremo trasferirlo nel piatto da portata. Un pizzico di sale, una piccola aggiunta di pepe per chi lo gradisce e sarà pronto per l’ultimo passaggio.

  5. Grattiamo il tartufo con la affetta tartufi direttamente sul uovo e, nel giro di pochi secondi, consumiamo il prodotto.

Per la migliore riuscita possibile dovremo cercare di consumare l’uovo al tartufo al tegamino appena sarà pronto, evitando che si raffreddi.

Gli ingredienti per l’uovo al tartufo

Gli ingredienti sono semplici. Dopotutto, di fronte a sua maestà il tartufo c’è poco da andarsi a complicare la vita. Trattandosi però di un piatto che si basa su pochissimi ingredienti, sarà bene sceglierli con cura. Vediamo come.

Quale tartufo scegliere per l’uovo al tegamino

La scelta del tartufo è di fondamentale importanza per la riuscita del piatto. Non è sempre necessario, anche la ricetta originale lo richiederebbe, acquistare un bianco d’Alba, di Acqualagna o anche di altre parti del nostro paese. Nel caso in cui non sia stagione, oppure nel caso in cui il portafoglio pianga, ci si può orientare verso altri tipi di tartufo:

  • Nero pregiato di Norcia: un ottimo tartufo anche da consumare a crudo e che ha un’ottima resa anche sulle uova;
  • Scorzone estivo: un tartufo che, come abbiamo ripetuto più volte nelle pagine del nostro progetto, è ingiustamente considerato un prodotto scadente; per una fugace cena (o anche colazione, perché no) estiva, ci si può benissimo arrangiare con il miglior tartufo d’Italia per qualità/prezzi;
  • Nero di Bagnoli Irpino: potremo anche utilizzare l’altrettanto ingiustamente bistrattato tartufo nero di Bagnoli Irpino; in questo caso però la ricetta da seguire sarebbe un’altra, che vi invitiamo a seguire sempre sul nostro sito: ricetta uova e tartufo nero di Bagnoli Irpino
  • Nero uncinato: non ha un gran profumo da crudo ed è quindi il tartufo meno indicato per la preparazione di questo piatto;

Gli errori più comuni nella preparazione dell’uovo al tartufo al tegamino

Ci sono diversi errori che possono essere fatti durante la preparazione della ricetta dell’uovo al tartufo cotto al tegamino. Elencheremo di seguito i più comuni e anche qualche trucco per evitare che rovinino il nostro piatto:

  • il tartufo non è pulito: nessuno vuole mangiare terriccio, tantomeno se si stava apprestando a consumare un prodotto prelibato come il tartufo (per sapere come pulire per bene il tartufo segui la nostra guida)
  • l’uovo è troppo cotto: i problemi qui possono essere diversi: la fiamma può essere troppo alta (in questo caso l’albume sarà quasi bruciato e il tuorlo ancora liquido), oppure l’uovo è rimasto in cottura troppo a lungo (in questo caso anche il tuorlo si sarà solidificato);
  • abbiamo messo troppo tartufo: sì, in molti purtroppo ritengono che la bontà di un piatto, per quanto semplice, al tartufo sia direttamente correlata alla quantità di prodotto aggiunta; non è così: per esaltare al meglio il sapore del tartufo ci dovrà essere un giusto rapporto tra le due componenti principali; ogni uovo, circa 10 grammi di grattata di tartufo e mai di più.

Burro o olio d’oliva?

Scegliendo il burro siamo sicuri di aver indispettito gli ayatollah dell’olio extravergine d’oliva, che seppur abbiano ragione nella stragrande maggioranza dei casi, in questa precisa circostanza hanno torto marcio. L’olio extravergine d’oliva, per quanto delicato possa essere, non è adatto a questa preparazione. La nota acida non è in grado di esaltare al meglio il sapore del tartufo a crudo, sopratutto se di aroma delicato come il bianco Magnatum Pico.

Burro e Olio d'oliva

Scegliamo del burro, possibilmente buono, e mettiamo da parte per questa volta sia l’olio d’oliva, sia, Dio ce ne scampi, la margarina.

Si deve aggiungere formaggio?

L’aggiunta del formaggio è un’altra delle questioni che riguardano questa specifica preparazione. L’idea dietro all’accompagnamento tra uovo e tartufo è che il grasso (ed è vero) riesca ad esaltare il sapore del tartufo. Il formaggio è grasso e può aiutare ad amalgamare ulteriormente il sapore del tartufo: il problema però di cui dobbiamo tenere conto è che il formaggio, soprattutto nel caso in cui dovessimo sceglierne uno dal sapore forte, può coprire il tartufo.

Non è necessario inserirlo all’interno della preparazione e, almeno secondo i nostri chef, andrebbe evitato.